L'università italiana è un "terreno di caste e correnti politiche e lobby".
Gli studenti sono "vittime della manipolazione mentali di professori infeudati alle caste regnanti negli atenei, di cattedre affidate nelle mani di professori arruolati in base all'asservimento politico ai partiti, alle ideologie politiche, alle lobby di potere". E, alcentro di questo vorticoso giro di poteri, si troverebbero i docenti ebrei, il "baronaggio ebraico nelle università italiane".
Questa la tesi sostenuta sul blog anonimo - ormai oscurato dalla polizia postale su ordine del ministro dell'Interno Amato - che ha pubblicato su internet una "black list"di 162 professori ebrei dell'Università La Sapienza di Roma, ma anche di altri atenei italiani. Quella che Riccardo Pacifici, portavoce della Comunità ebraica di Roma, ha definito una "lista
di proscrizione".
Secondo il blog all'università "le fragili menti dei giovani studenti vengono arruolate in battaglie politiche fatte di barricate mentali anzichè rese aperte e disponibili a percepire ciò che è al di là di quello che ancora non si conosce". Il blog parla poi di quella che definisce la lobby ebraica negli atenei della Sapienza e specifica che l'elenco "aggiornato" dei docenti è stato "dedotto dalla elencazione dei nomi presenti nella petizione pubblica proposta dalla Comunita ebraica di Roma nelle università italiane contro il boicottaggio culturale e civile attuato dalle università inglesi nei confronti di Israele e dei docenti ebrei/israeliani iscritti al ruolo nelle università inglesi ed espulsi per svolgere attività politica in favore dello stato di Israele".
L'imbecillità aiuta. Finalmente sappiamo che a La Sapienza di Roma c'è gente in gamba, capace e autorevole. Sopratutto libera. Docenti che sanno dire di no alle lobby economiche e cattoliche.
Noi firmiamo e gli imbecilli ci pubblicizzano.
Le famose conseguenze inintenzionali delle intenzioni stupide.
sabato 9 febbraio 2008
Cosa pensate possa accadere ?
C'è gente che non sa quel che dice.
La senatrice Rita Levi Montalcini è una delle più grandi biologhe e genetiste al mondo.
Il suo nome è pari a quello di Marie Curie.
E' una scienziata a cui è stato assegnato il premio Nobel.
Ed ecco un interessante scambio di lettere.
Rita Levi Montalcini. Lettera a La Repubblica
Caro direttore,
ho letto su Repubblica di ieri che Storace vorrebbe consegnarmi, portandomele direttamente a casa, un paio di stampelle. Vorrei esporre alcune considerazioni in merito. Io sottoscritta, , in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento italiano. In qualità di senatore a vita e in base all’articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza.
Mi rivolgo a chi ha lanciato l’idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia “deambulazione” e quella dell’attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno. Desidero inoltre fare presente che non possiedo “i miliardi”, dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza.
A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse “facoltà”, mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.
Ecco, di seguito, la risposta del senatore Storace, dal suo Blog.
Non pretendiamo che alla nobile e veneranda età di 98 anni ci sia capacità di ironia, pur se nel pieno delle facoltà mentali, come rivendica oggi Rita Levi Montalcini, chiamata da Repubblica a difendersi da stampelle inesistenti. Questa gagliarda signora non è solo la ricercatrice che abbiamo conosciuto, bensì si è trasformata nello strumento micidiale di sostegno del governo Prodi, diventando, così, persona di parte. Perciò, anche lei dovrà tenersi tutte le critiche più dure. Tra i privilegi dei senatori a vita non è prevista l’immunità per essersi schierati pregiudizialmente da una parte. E’ quanto dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.
La democrazia - conclude Storace - è consenso. Questo governo non ha il consenso dei cittadini, ma lo estorce in Parlamento, grazie a questi signori. Altro che totalitarismo.
La democrazia, casomai, è dissenso. Ma Storace non può comprenderlo.
Essendo autistico e autoreferenziato.
Praticamente, meno utile di un gabinetto pubblico.


