
Ogni tolleranza ha il suo limite.
anche quella dei reattori nucleari.
26 aprile di 22 anni fà.
da Wikipedia.it
« Non ritorneremo.
Addio.
Pripjat, 28 aprile 1986 »
(Frase su una lavagna di un asilo della città)
La città ucraina di Pripjat (Припять in cirillico), situata vicino al confine nord bielorusso, a circa 110 Km a nord della capitale Kiev, nella vastissima area paludosa della Polesia, è una città fantasma, in quanto sorge adiacente alla famosa centrale nucleare di Černobyl', nota per il più grave incidente nucleare della storia umana mai avvenuto, ed ormai in disuso.
La città è quasi completamente disabitata. Le strade pur essendo ancora praticabili sono praticamente inutilizzate dal 1986, anche se alcune piante sporgono dall'asfalto. Alcune vie e corsi sono stati chiusi da blocchi di cemento per impedirvi l'accesso.
Nonostante i controlli di polizia, vi sono ancora circa quattrocento persone, che in un modo o in un altro, sono tornati nelle loro case e vivono nell'area circostante la centrale, rifiutandosi di abbandonare le loro abitazioni. Si cibano dei prodotti della terra, mangiando alimenti come verdura e funghi e bevendo l'acqua dei torrenti, altamente contaminati.
Per accedere all'area sono richiesti dei permessi speciali e per uscirne bisogna superare un controllo che se non viene superato costringe al sottoporsi ad una doccia contro le radiazioni. Anche i veicoli vengono controllati, nel caso di radiazioni vengono sottoposti a una doccia chimica.
Veicoli militari dell'Unione Sovietica giacciono in una discarica a cielo aperto, a causa dell'elevato quantitativo di radiazioni assorbite.
Questo inferno umano è diventato una specie di paradiso per gli animali. Non dovendo più interagire con gli uomini possono circolare liberamente, ma nessuno può sapere a quali mutazioni genetiche potrebbero andare incontro in futuro. Hanno occupato abitazioni e strutture abbandonate e non è raro incontrare un lupo, un orso o una volpe che attraversano la strada.
sabato 26 aprile 2008
A volte esplodono
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