domenica 6 aprile 2008

C'era un ragazzo. Non come me




Una sera, a Parma, nel corso di una manifestazione antiproibizionista, mi misi un po' a parlare con Matteo Bagnaresi, il ragazzo ucciso da un incidente mentre andava a inneggiare al suo Parma.
Per gli amici, il suo nickname (oggi il nostro nickname è qualcosa di più autentico dell'identità anagrafica) era BARRICATE, in onore verso una delle pagine più belle della storia parmigiana:
le Barricate del 1922 in cui gli abitanti dell'Oltretorrente impedirono ai fascisti di Italo Balbo di entrare in quartiere e prendersi la città.
Un antifascista, giovane, ribelle, pulito. Definito con l'accetta.
O fuori o dentro, o gobbo o con la schiena dritta.
Un giovane del 1943. Un giovane come non lo sono mai stato.
Quella sera parlando con lui compresi di aver superato la linea d'ombra.
Non credevo che tutto fosse possibile, come lui. Non ne ho più il tempo.
Il mio tempo della gioventù finì quella sera. Bisognava fare il possibile.
Io potrei morire senza aver fatto quello che so fare.
Lui si impegnava in ogni battaglia. E ne condividevo parecchie.
Per questo dico che alienare le estreme ad un ruolo extraparlamentare sia il più grande errore che possa compiere una democrazia.
Una sinistra deve rischiare l'impopolarità per realizzare qualcosa che va bene solo per i giovani. Un qualcosa di scandaloso per i benpensanti. Un qualcosa che non c'entra con il centro dominante. Quel centro che uccide la democrazia.
Un rischio per il futuro che oggi porta solo discussione e lotta.
Bene. Intanto i giovani partecipano.
Stesso discorso per i giovani di destra.
Un 30% di vecchi non opendminded governano ed il 70% comincia ad avere fastidio di questo conservatorismo fossile.
Io posso solo ricordarlo per l'energia e la chiarezza delle sue idee.
Invito ad andare sulla pagina che lo ricorda meglio.
su www.overgrow.it
Sono un ex-gobbo. Sto facendo esercizi per la schiena.
Ci sveglieremo prima o poi. Bella Barricate, ciao.
Siamo partigiani, lo si resta anche dopo la linea d'ombra, lo si resta anche dopo morti. Perchè forse, chi conosce la sua parte, non muore mai.
O almeno così ci piace pensare. E noi, siamo liberi di farlo.

Il Doc

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